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Reiki: i falsi miti più comuni e cosa succede davvero - Universo Reiki

Reiki: i falsi miti più comuni e cosa succede davvero

Intorno al Reiki girano tante idee sbagliate, alcune in buona fede, altre meno. Sono le stesse domande che mi fanno quasi ogni settimana, in studio o ai corsi. Qui rispondo a quelle che sento più spesso.

"Il Reiki può sostituire le cure"

No. Lo dico chiaro, anche se fa meno effetto di una promessa: il Reiki non sostituisce il medico. Mai.

Accompagna le cure, non le rimpiazza. Se qualcuno ti dice di sospendere una terapia perché "ci pensa l'energia", quella persona non ti sta aiutando, ti sta mettendo in pericolo.

Il Reiki è un modo semplice per riportare un po' di calma nel corpo e lasciare che l'energia torni a circolare. Chi lo riceve dorme meglio, respira meglio, affronta le terapie con meno paura. Questo sì, e non è poco. Quando la sofferenza è forte, prima si va da un professionista: il lavoro spirituale viene accanto, non al posto.

"Bisogna crederci perché funzioni"

"Io sono scettico, su di me non funzionerà." È la frase che sento più spesso, e di solito arriva da chi poi si addormenta sul lettino dopo dieci minuti.

Il Reiki non ti chiede fede. Non è una religione, non c'è nulla a cui aderire, non devi cambiare idea su niente. Chi riceve non deve concentrarsi, non deve visualizzare, non deve nemmeno essere d'accordo. Deve solo stare disteso e respirare.

Lo scetticismo non è un ostacolo, è una forma di onestà, e la preferisco all'entusiasmo di chi si aspetta un miracolo. L'unica cosa che serve è la disponibilità a fermarsi un'ora. Per molti, oggi, è già la parte difficile.

"Se non ho sentito niente, non ha funzionato"

Ogni tanto una persona si alza dal lettino e mi dice, quasi mortificata: "guarda, io non ho sentito niente". Le rispondo sempre che va benissimo così. Il Reiki non è una gara a chi sente più calore.

C'è chi sente formicolio, chi vede colori, chi si commuove senza sapere perché, chi si addormenta dopo due minuti. E c'è chi non sente niente di particolare, si alza, saluta, e poi la sera dorme come non gli capitava da mesi. L'effetto non passa dalle sensazioni.

Mi ricordo una ragazza giovane, venuta da me in un periodo in cui era molto stanca e abbattuta. Ho cominciato il trattamento e intanto abbiamo continuato a chiacchierare: lei sembrava non percepire niente di particolare. Ci siamo fatti prendere dalle chiacchiere, e il trattamento che doveva durare venti minuti è durato quasi un'ora. Quando si è alzata dal lettino era un po' stordita, leggermente disorientata.

Il giorno dopo mi ha scritto. In quell'ora aveva ricevuto così tanta energia che la notte quasi non aveva dormito, e anche il giorno dopo si sentiva ancora elettrica. Sul lettino non sembrava sentire granché, eppure l'effetto era stato sorprendente.

L'energia arriva in profondità e va dove serve. Nelle persone stanche è come ricaricare tutte le batterie insieme.

"È l'operatore che guarisce"

"Le mani sono mie. L'energia no." È la frase che ripeto di più ai miei allievi, e quella che mi tiene onesto.

Chi pratica il Reiki non guarisce nessuno. È un canale: l'energia passa attraverso di lui e chi la riceve la usa secondo il proprio bisogno, non secondo le intenzioni dell'operatore. Il nostro compito è presenza e cuore aperto.

Chi comincia a sentirsi il protagonista ha già smesso di ascoltare. Si vede da fuori: la persona parla molto, spiega molto, e le mani diventano l'ultima cosa che conta. Togliersi di mezzo è una forma di rispetto.

Cosa insegna davvero il Reiki: "solo per oggi"

Mikao Usui, il fondatore del Reiki, non ha lasciato un manuale di regole eterne. Ha lasciato cinque frasi che cominciano tutte con tre parole: "solo per oggi".

Solo per oggi non arrabbiarti.
Solo per oggi non preoccuparti.
Solo per oggi sii grato.
Solo per oggi lavora con onestà.
Solo per oggi sii gentile con ogni essere vivente.

Quel "solo per oggi" è la parte più intelligente. "Per sempre" spaventa, e infatti non lo manteniamo. Oggi invece è alla portata: sono sedici ore, poi si ricomincia da capo domani. Nei corsi li insegno al primo livello, e chi li prende sul serio li rilegge ogni mattina. Non sono un esame. Sono un promemoria.

Se vuoi capire meglio da dove viene questo insegnamento, leggi Reiki originale giapponese.

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